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Oltre ai documenti previsti nel paragrafo relativo al rito civile si aggiungono:
- il certificato di Battesimo, che viene richiesto alla parrocchia dove
si è celebrato il battesimo;
- il certificato di Cresima da richiedere alla Parrocchia dove si è
svolta, può non essere necessario se il registro parrocchiale ha
annotato sul certificato di Battesimo anche la Cresima; è impossibile
sposarsi senza, quindi chi dovesse esserne privo, prenda in fretta provvedimenti;
- il Certificato di Stato Libero Ecclesiastico, deve essere presentato solo
da chi ha vissuto fuori dalla Diocesi in cui avviene il matrimonio per un
periodo di almeno dodici mesi dalla data di compimento dei sedici anni;
si tratta di una dichiarazione che si compie davanti a due testimoni nella
Parrocchia di residenza e vidimata dalla Curia ;
- l'attestato di partecipazione ai corsi prematrimoniali, si tratta di circa
un mese di preparazione morale, spirituale e materiale alla vita di coppia,
ritenuto indispensabile dalla maggior parte delle Curie per ottenere il
permesso di sposarsi. |
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Il CORSO PREMATRIMONIALE
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Il corso prematrimoniale nelle sue modalità varia da Diocesi a
Diocesi, pur mantenendo le caratteristiche dell'obbligo di frequenza,
oltrechè di rappresentare una sorta di esigenza "morale"
degli sposi I fidanzati possono scegliere di seguire il corso in una delle
Parrocchie di provenienza, oppure in una terza a scelta; in caso di particolari
impedimenti , quali ad esempio la lontananza, possono anche frequentarli
in sedi separate.
Il corso si svolge presso gli uffici parrocchiali, può essere collettivo
( con la partecipazione quindi di altre coppie ), si tratta di uno/due
incontri settimanali per tre/quattro settimane consecutive e si tiene
almeno tre mesi prima dalla data fissata per le nozze.
Le materie riguardano prevalentemente aspetti etici, religiosi, psicologici
ed educativi della coppia; in qualche caso nelle parrocchie più
moderne vengono affrontate anche tematiche collegate all'educazione sessuale.
Non ci sono esami da sostenere, salvo il giudizio finale del sacerdote
( espresso in occasione del suo consenso alle nozze ), che valuta la preparazione
spirituale individuale e la maturità conviviale della coppia in
procinto di affrontare la vita a due, la libertà di scelta, l'impegno
alla reciproca fedeltà coniugale e soprattutto alla procreazione
ed all'educazione dei figli.
Una volta raccolti tutti i documenti necessari vengono affisse le pubblicazioni
religiose, per otto giorni, comprendenti due domeniche, presso le parrocchie
dei due sposi e se diversa presso quella in cui la coppia intende sposarsi.
Successivamente viene rilasciato dal parroco il certificato di avvenuta
pubblicazione che insieme a quello delle pubblicazioni civili consente
di fissare la data del matrimonio.
Nel caso in cui la coppia voglia sposarsi in una chiesa differente, il
parroco che istruisce le pratiche per il matrimonio rilascerà lo
stato dei documenti che dovrà venire vidimato dalla Curia ( in
genere lo trattiene per una settimana circa ) prima di consegnarlo al
parroco della sede prescelta insieme al certificato civile di avvenute
pubblicazioni.
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IL RITO RELIGIOSO

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In base alle leggi concordatarie che regolano i rapporti fra Stato e Chiesa
al giorno d'oggi il rito cattolico assume anche valore civile, contrariamente
a ciò che avviene in altri paesi europei dove è necessaria
la celebrazione separata per tempi e luoghi tra la cerimonia civile e quella
religiosa.
Al termine della cerimonia religiosa, il sacerdote dà lettura di
alcuni articoli del Codice Civile che regolano il matrimonio.
Gli effetti civili della cerimonia religiosa hanno validità dal momento
della trascrizione dell'atto, richiesta dal parroco entro cinque giorni
successivi alla celebrazione.
Nel caso in cui gli sposi abbiano intenzione di usufruire di alcune dichiarazioni
a fini civili che la legge consente, quali la separazione dei beni patrimoniali
ed eventuale legittimazione dei figli, ecc., dovranno avvertire preventivamente
il parroco che provvederà a predisporre l'atto in tale senso. |
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